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Giurisprudenza: per la Corte di Cassazione (sent. 14324/2016) i redditi esteri fanno prova contro il redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Corte di Cassazione ha sancito che i redditi esteri, privi di rilevanza fiscale in Italia, possono essere addotti dal contribuente come prova contraria nella difesa dal redditometro. I redditi prodotti all'estero, non soggetti a imposizione nel nostro Paese, rappresentano infatti una provvista finanziaria idonea a giustificare lo scostamento fra  le spese per incrementi patrimoniali sostenute e il reddito dichiarato.

 

 

 

 

Corte di Cassazione, sentenza n. 14324 del 13.07.2016

Giurisprudenza: la Corte di Cassazione (sentenza n. 6396/2014) sulla prova contraria del contribuente nel redditometro

La Corte di Cassazione, discostandosi esplicitamente da precedenti sentenze, ha sancito che non grava sul contribuente l'onere di dimostrare che le risorse finanziarie prive di natura reddituale (es. redditi esenti) o derivanti da redditi tassati a titolo d'imposta siano state utilizzate proprio per il sostenimento delle spese di mantenimento e per incrementi patrimoniali contestate dall'Amministrazione Finanziaria attraverso il redditometro. La Suprema Corte, in sintesi, ha affermato che nessuna altra prova deve essere richiesta al contribuente al di là della dimostrazione dell'esistenza delle citate risorse finanziarie che giustificano lo scostamento fra il reddito dichiarato e quello accertato sinteticamente.

 

 

 

Corte di Cassazione, sentenza numero 6.396 del 19.03.2014

Giurisprudenza: la CTP di Pistoia (sentenza n. 49/2014) su auto storiche e incrementi patrimoniali nel redditometro

La Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia ha emesso una interessante sentenza nella quale ha rettificato parzialmente un avviso di accertamento in tema di redditometro. I Giudici, in particolare, hanno espunto dal calcolo reddituale un'autovettura immatricolata nel 1992 considerandola priva di valore commerciale e, quindi, non produttiva delle spese per manutenzione indicate nell'atto impositivo. La Commissione ha, altresì, eliminato il riferimento alle spese per incrementi patrimoniali in quanto sostenute in un periodo d'imposta non oggetto di contestazione nell'avviso di accertamento.

 

 

 

Commissione Tributaria Provinciale di Pistoia, sezione II, sentenza numero 49 del 07.02.2014