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Giurisprudenza: la Corte di Cassazione (sentenza n. 18736/2014) sulla rinuncia alla restituzione dei finanziamenti soci

La Corte di Cassazione ha cassato una sentenza nella quale i Giudici di secondo grado avevano ritenuto che il pagamento del corrispettivo per l'acquisto d'immobili, mediante la rinuncia a pregressi finanziamenti soci a favore della società di costruzioni cedente, fosse irrilevante ai fini del redditometro. La pronuncia, al contrario, ha ribadito la rilevanza dei finanziamenti soci pregressi ai fini del computo operato con il redditometro.

 

 

 

 

Corte di Cassazione, sentenza n. 18736 del 05.09.2014

Giurisprudenza: la Corte di Cassazione (sentenza n. 19030/2014) sull’acquisto patrimoniale effettuato con accollo del debito

La Corte di Cassazione, nella sentenza n. 19030, ha sancito che l'Agenzia delle Entrate ha l'onere di provare l'effettivo sostenimento della spesa per incremento patrimoniale da parte del contribuente. Nel caso esaminato il ricorrente aveva acquistato una farmacia non effettuando un pagamento in denaro, ma accollandosi di un debito contratto in passato dall'impresa cedente. L'Agenzia delle Entrate aveva effettuato un accertamento sintetico in base al presunto esborso sostenuto dal contribuente. La Suprema Corte, premettendo che l'accollo non è una modalità di estinzione delle obbligazioni, ha cassato la sentenza di secondo grado, sancendo che grava sull'Amministrazione Finanziaria l'onere della dimostrazione circa il/ periodo/i d'imposta nei quali il contribuente avrebbe sostenuto degli esborsi a fronte del debito accollatosi.

 

 

Corte di Cassazione, sentenza numero 19030 del 10.09.2014

Chiusura feriale

 

Si informa che lo Studio  resterà chiuso per ferie da giovedì 21 agosto sino a lunedì 1 settembre compreso.

 

 

Lo staff augura un buon periodo feriale

Giurisprudenza: la Corte di Cassazione (sentenza n. 16832/2014) ritorna sulla natura delle presunzioni da redditometro

La Corte di Cassazione, con una sentenza emessa nelle scorse settimane, ha qualificato come "legali" la presunzioni derivanti dal redditometro. L'orientamento appena citato è in contrasto con precedenti recenti nei quali la Suprema Corte aveva sostenuto la natura di "presunzioni semplice". La qualificazione delle presunzioni ha una rilevanza fondamentale in quanto, secondo i principi generali, le presunzioni "legali" sono sottratte all'apprezzamento del giudice in sede di giudizio, in quanto derivano dalla Legge. Le presunzioni semplici, al contrario, consentono al giudice di valutare la sussistanza dei requisiti della gravità, precisione e concordanza dei fatti noti. Il rispetto di tali requisiti è necessario affinché si possa considerare in giudizio il fatto presunto.

 

 

 

Corte di Cassazione, Sezione tributaria, sentenza numero 16832 del 24.07.2014

Giurisprudenza: la CTR della Lombardia (sentenza n. 2168/2014) su natura delle presunzioni da redditometro e correlazione con i redditi esenti

La Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha ribadito due importanti principi che si stanno consolidando nella giurisprudenza di merito e di legittimità. In primo luogo le presunzioni derivanti dal redditometro hanno valore di presunzione semplice e non legale. Spetta all'Agenzia delle Entrate, pertanto, corroborare le risultanze dei Decreti Ministeriali con altri elementi che rendano le citate presunzioni "gravi, precise e concordanti". I Giudici, in secondo luogo, hanno affermato che non grava sul contribuente l'ulteriore onere di provare la correlazione fra i redditi esenti o comunque non imponibili e le spese per incrementi patrimoniali poste in essere, come da ultimo affermato dalla Corte di Cassazione nella sentenza n. 6396 del 19.03.2014.

 

 

Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, Sezione XV, sentenza numero 2168 del 22.04.2014