News

Giurisprudenza: la CTP di Roma sulla natura delle presunzioni da redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Commissione Tributaria Provinciale di Roma, citando la giurisprudenza recente della Corte di Cassazione, ha sostenuto che le risultanze del redditometro hanno natura di presunzione semplice. L'Agenzia delle Entrate nell'avviso di accertamento non può, quindi, effettuare un mero rinvio agli importi del Decreto Ministeriale in materia. I Giudici hanno ritenuto, inoltre, che l'esistenza di risorse finanziarie in epoca anteriore all'operazione di incremento patrimoniale, è sufficiente quale prova contraria a favore del contribuente.

 

 

Commissione Tributaria Provinciale di Roma, Sezione XXXVI, sentenza n. 8208 del 17.04.2015

 

Giurisprudenza: la CTR della Liguria (sentenza n. 376/2015) sulla casa rurale nel redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Commissione Tributaria Regionale della Liguria ha confermato una sentenza di primo grado, nella quale i giudici avevano riconosciuto una riduzione del "reddito sintetico" per il possesso di una casa rurale. Secondo la Commissione Tributaria Provinciale l'immobile era utilizzato solo occasionalmente dal contribuente, pertanto, doveva essere ridotta l'entità delle spese di mantenimento presuntivamente sostenute.

 

 

 

 

Commissione Tributaria Regionale della Liguria, Sezione I, sentenza n. 376 del 31.03.2015

 

 

 

 

Giurisprudenza: per la Corte di Cassazione (sentenza n. 5.606/2015) il natante sequestrato rileva nel redditometro

La Corte di Cassazione ha stabilito che un natante, sottoposto a sequestro nel corso del periodo d'imposta oggetto di accertamento, rileva comunque quale "bene indice" ai fini del redditometro. La Suprema Corte ha riconosciuto che la citata situazione può giustificare, eventualmente, una riduzione delle spese a carico del contribuente ai fini del calcolo sintetico del reddito.

 

Corte di Cassazione, sentenza n. 5.606 del 20.03.2015

Giurisprudenza: la Corte di Cassazione (sentenza n. 5018/2015) sulle dichiarazioni scritte di terzi nella difesa da redditometro

La Corte di Cassazione ha riconosciuto che il divieto di prova testimoniale, vigente nell'ambito del processo tributario, non impedisce alle parti di produrre dichiarazioni scritte di terzi rese al di fuori del procedimento. Tale facoltà, ha rilevato la Suprema Corte, spetta non solo all'Agenzia delle Entrate, ma anche al contribuente in chiave difensiva per un accertamento da redditometro. Le citate dichiarazioni scritte di terzi potranno concorrere, insieme ad altri elementi probatori, al libero convincimento del giudice di merito per la decisione della controversia.

Corte di Cassazione, Sentenza n. 5.018 del 12.03.2015

Prassi: la Circolare n. 6/E dell’Agenzia delle Entrate sulla rilevanza dei risparmi pregressi nel redditometro

L'Agenzia delle Entrate, nella Circolare numero 6/E del 2015, ha chiarito che il contribuente può provare di aver utilizzato risparmi pregressi per il sostenimento di determinate spese. La documentazione attestante la sussistenza del risparmio potrà giustificare, pertanto, lo scostamento con il "reddito sintetico" determinato in un certo anno. L'Amministrazione Finanziaria ha rilevato, tuttavia, che gli uffici potranno estendere l'accertamento alle annualità nel corso delle quali si è generato il risparmio utilizzando le metodologie analitiche o induttive previste.

 Circolare dell'Agenzia delle Entrate numero 6/E del 19.02.2015