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Giurisprudenza: per la Corte di Cassazione (ord. 19257/2016) l’estratto conto è fondamentale nella difesa dal redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Corte di Cassazione, confermando un orientamento espresso in numerosi precedenti, ha sancito che la prova contraria avverso al redditometro non può consistere nella sola prova circa la disponibilità di ulteriori redditi non soggetti a tassazione. Il contribuente, infatti, deve dimostrare anche "entità" e "durata" dei citati redditi, potendosi avvalere degli estratti conto bancari per dimostrare che le provviste finanziarie non sono semplicemente transitate nella disponibilità del titolare.

 

 

Corte di Cassazione, ord. 19257 del 28.9.2016

Giurisprudenza: la CTR della Lombardia (sent. 2932/2016) sull’accertamento dei coniugi

Giurisprudenza sul redditometroL'accertamento da redditometro, effettuato in capo alla moglie, è illegittimo se è il marito a sostenere le spese formalmente imputate al coniuge. Secondo la CTR della Lombardia, infatti, l'Agenzia delle Entrate dovrà eventualmente attivare una nuova attività d'accertamento sul marito, il quale potrà dimostrare il possesso di redditi esenti o comunque non soggetti a imposizione fiscale.

 

 

Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, Sez. distaccata di Brescia, sentenza n. 2932/67/ del 16.05.2016

Giurisprudenza: per la Corte di Cassazione (sent. 14324/2016) i redditi esteri fanno prova contro il redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Corte di Cassazione ha sancito che i redditi esteri, privi di rilevanza fiscale in Italia, possono essere addotti dal contribuente come prova contraria nella difesa dal redditometro. I redditi prodotti all'estero, non soggetti a imposizione nel nostro Paese, rappresentano infatti una provvista finanziaria idonea a giustificare lo scostamento fra  le spese per incrementi patrimoniali sostenute e il reddito dichiarato.

 

 

 

 

Corte di Cassazione, sentenza n. 14324 del 13.07.2016

Giurisprudenza: la Corte di Cassazione (sent. 10474/2016) sulle liberalità ricevute dal convivente nel redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Corte di Cassazione ha accolto il ricorso di una contribuente in quanto è stata rilevata la mancata analisi, da parte del Giudice di secondo grado, della documentazione (assegni circolari e dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà) attestante le liberalità ricevute dal convivente facoltoso. La motivazione della sentenza impugnata, secondo la Suprema Corte, è insufficiente perchè non contiene alcun riscontro sull'esame e la valenza probatoria della documentazione difensiva prodotta dalla contribuente.

 

Corte di Cassazione, sentenza n. 10474 del 20.05.2016

Giurisprudenza: la CTR di Milano (sent. 1263/2016) sulla valenza del conto corrente nella difesa da redditometro

Giurisprudenza sul redditometroLa Commissione Tributaria Regionale della Lombardia ha sancito che la dimostrazione, offerta dal contribuente, circa l'esistenza di una provvista finanziaria pregressa sul conto corrente è sufficiente per "neutralizzare" il redditometro.  Secondo i Giudici, in particolare, il patrimonio finanziario accumulato in passato può ragionevolmente giustificare il tenore di vita del contribuente ed escludere l'esistenza di maggiori redditi non dichiarati. Nel caso di specie, inoltre, l'Amministrazione Finanziaria non aveva fornito dimostrazione circa la notifica del questionario preventivo, legittimando il ricorrente a produrre la documentazione bancaria probatoria in giudizio.

 

 

Commissione Tributaria Regionale della Lombardia, Sez. 28, sentenza n. 1263 del 08.03.2016

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